TECNICA Conoscere e sfruttare al meglio il vostro AIS
Posted by      01/12/2022 11:06:56    Comments 0
TECNICA Conoscere e sfruttare al meglio il vostro AIS

AISAssieme al navigatore oceanico Sergio Frattaruolo, vi sveliamo tutti i segreti di un dispositivo fondamentale per la sicurezza di bordo, in mare aperto e in acque “affollate”: come funziona, quali modelli scegliere, dove installarlo

TUTTI I SEGRETI DELL’AIS

Qualche tempo fa il navigatore oceanico Sergio Frattaruolo vi ha svelato tutti i segreti del radar, ma vi ha anche anticipato che a bordo non dovrebbe mai mancare un buon AIS. Un breve ripasso: “L’AIS, acronimo di Automatic Identification System”, esordisce Frattaruolo, “è un sistema di trasmissione e ricezione dei dati dell’imbarcazione con lo scopo di evitare collisioni con navi e altre barche che sono dotate dello stesso sistema”.

PREGI E DIFETTI

L’AIS “vi fornisce un calcolo estremamente della distanza minima tra la vostra e le altre barche in un futuro immediato, un’immagine chiara dei target sullo schermo e, a differenza del radar, si basa su una trasmissione VHF, poco influenzata dalla pioggia e dai materiali delle imbarcazioni. Di contro, non rileva secche, scogli affioranti e dialoga esclusivamente con altri dispositivi AIS. Se una barca non lo monta o l’ha spento, non la vedrete e vi potrà aiutare soltanto il radar”.

LE INFORMAZIONI DELL’AIS

Quali sono i dati che potrete trasmettere, ricevere e visualizzare anche sul vostro chartplotter se l’AIS è integrato nella rete dati di bordo? “Innanzitutto l’MMSI (Maritime Mobile Service Identity), un codice identificativo specifico, che rende immediatamente riconoscibili le caratteristiche specifiche della barca, composto da nove cifre (le prime tre identificano la nazionalità, che nel caso dell’Italia è 247, ndr), di cui dovrete obbligatoriamente dotarvi”. In Italia l’MMSI viene rilasciato dall’Ispettorato Regionale del Ministero dello Sviluppo Economico – Comunicazioni. “Poi la sua posizione GPS, la COG (Course Over Ground, la direzione della prua dell’imbarcazione rispetto alla terra) e la SOG (Speed Over Ground, la velocità reale di avanzamento).

Su un chartplotter con la funzione “overlay”,
i triangolini verdi sono le barche individuate dall’AIS, le macchie rosse i target radar.

Scambiando i nostri dati con le altri imbarcazioni, l’AIS calcola la CPA (Closest Point of Approach) e la TCPA (Time to Closest Point of Approach), ovvero quale sarà la distanza minima tra le due imbarcazioni e tra quanto tempo questo accadrà. Possono infine essere trasmesse ulteriori info dell’imbarcazione: nome, lunghezza, destinazione, numero di passeggeri a bordo…”.

In sede di installazione dell’AIS, “è fondamentale comunicare la distanza del dispositivo dalla prua, dalla poppa e dalle murate. Se su una piccola barca il dato è trascurabile, pensate invece alle grandi navi commerciali, dove potranno esserci decine, se non centinaia di metri. Tenerlo presente vi servirà a non sottovalutare eventuali rischi di collisione”.

fonte: Digital Yacht

Una raccomandazione di Frattaruolo riguarda la distanza da tenere rispetto alla CPA con i bersagli segnalati sull’AIS: “Dovete monitorarli continuamente: personalmente, io mi sono dato il miglio come distanza in cui essere in allarme, due miglia se sto navigando sotto spi e un eventuale cambio di rotta mi costerà più tempo in termini di manovre. E, comunque, non incrocio mai un bersaglio a meno di 0,7 miglia dalla CPA calcolata dall’AIS”.

CLASSE “A” O CLASSE “B”?

Sul mercato si trovano principalmente due tipi di AIS: “Quelli di classe A, per la navigazione commerciale; e quelli di classe B, per il diporto. Entrambe le tipologie condividono le stesse frequenze di trasmissione e gli stessi dati, ma allora che cosa cambia? Gli AIS trasmettono in slot temporali, che come tali hanno un numero finito. In particolari condizioni di alto traffico (ad esempio vicino ai porti commerciali) i messaggi provenienti da AIS di classe A possono avere la precedenza sui classe B: questo significa che se avete un classe B potreste essere messi in coda e non ricevere la posizione di un target. Se è vero che la frequenza dei messaggi non è fissa, ma dipende dalla velocità della barca e dalla vicinanza con altre imbarcazioni, drizzate le antenne se non ricevete i dati di un target per troppo tempo”.

Esiste un modo per non ‘farsi buttare’ fuori dagli slot in acque trafficate anche se avete un classe B. “Aver acquistato un modello di ultima generazione con la funzione SOTDMA (Self-organized time-division multiple access), che organizza i messaggi, in trasmissione e ricezione, in modo ottimizzato e potente”.

MEGLIO RX O RX/TX?

Esiste un’altra distinzione nel mercato degli AIS: tra gli apparecchi destinati alla sola ricezione (RX) e quelli che invece ricevono e trasmettono, RX/TX. “La mia opinione è che i dispositivi solamente RX non abbiano alcun senso”, spiega Frattaruolo. “Meglio che vediate voi un target, o che un target veda voi? Se stiamo parlando di piccole barche a vela, c’è poca differenza. Ma pensate a un cargo che si muove a 20 nodi. Sarete voi ‘il punto debole’, che necessita di essere individuato!”.

L’INSTALLAZIONE

Dove montare l’antenna dell’AIS? “A poppa, in modo che sia facilmente raggiungibile. Molti utilizzano uno ‘splitter’, ovvero un dispositivo che permette di utilizzare l’antenna del VHF anche per l’AIS. Ma questo toglie potenza di trasmissione riducendo la portata del messaggio. Ecco perché secondo me non è una soluzione ottimale. Meglio avere due antenne a bordo, una per il VHF e una per l’AIS: disporrete così di un’antenna di back-up per entrambi gli apparecchi se dovesse rompersene una”.                               

CHI E’ IL NOSTRO ESPERTO
Sergio Frattaruolo è nato a Bologna nel 1969 e ha sul “groppone” tantissime miglia, in Mediterraneo e in oceano. Nel 2011 attraversa l’Atlantico partecipando alla Mini Transat, nel 2012 è alla Global Ocean Race (giro del mondo in doppio su Class 40). Sul Class 40 Calaluna, prende parte alle più importanti regate d’altura in Mediterraneo. Nel 2013 fonda a Lisbona la Extreme Sail Accademy: una scuola di vela offshore rivolta a tutti. www.extremesailacademy.com

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